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Paparina/foglie di papavero

febbraio 18, 2011

Nonostante la mia sconfinata curiosità alimentare mi porterebbe a mangiare una cosa nuova e diversa ogni giorno, sono pur sempre un essere umano dopotutto e ho anche io ho i miei piatti preferiti (vedi la questione fastenwaehe), quelli che mi ricordano qualcosa e quelli che puntualmente devo rifarmi perché è importante mangiarli il più spesso possibile. Tra questi figura la paparina, un piatto tradizionale salentino. La paparina mi dà la sensazione del tempo che scorre! Del tipo, oddio è di nuovo tempo di paparina e io ancora non sono riuscita a farmi il giro del mondo in 80 giorni, mettermi l’orecchino al naso e comprarmi una libreria in blocco??!! Il perchè poi sia questo piatto e non un qualsiasi altro piatto stagionale ha le sue ragioni che risiedono sostanzialmente nella sua provenienza geografica. Tempo e spazio? Si, perché quando ero lontana da casa e sentivo mia madre al telefono (almeno una volta al giorno, le mamme italiane sono sempre le mamme italiane!!), alla consueta domanda “cosa cucini questa sera?” (la quarta in ordine d’importanza dopo:1.Come stai? 2. Fa freddo? 3. Cos’hai mangiato a pranzo?), “…mah…, bhhh un’insalata…penso e tu?” quando lei mi rispondeva “Noi questa sera abbiamo fatto la paparina!!” sigh…ecco a me veniva proprio una fitta di malinconia! Perché sapevo che facendo un salto al supermercato non l’avrei trovata e quindi avrei passato un’altro anno senza assaggiarla!
Il problema è che si tratta di verdurine selvatiche, sono giovani piantine di papavero rosso, che crescono spontaneamente un po’ ovunque (almeno nei climi mediterranei) in campagna verso fine gennaio, ma bisogna conoscere i campi in cui andare a raccoglierle ed essere in grado di distinguerle da altre erbe. Qui in Salento sono in molti a raccoglierle e a venderle, diciamo così, al dettaglio. E quindi quest’anno che sono a casa ne sto approfittando per rifarmi di tutti gli anni perduti e ne sto mangiando a chili. In effetti proprio a chili, del peso a crudo almeno, perché di 1kg di queste verdurine una volta pulite e cotte vi rimarrà meno di un piatto!! Però che delizia! E’ il piatto povero dei contadini, che non si lasciavano di certo sfuggire queste erbe selvatiche molto gustose e che arricchivano, quando ce le avevano, con qualche oliva e del peperoncino. Si tratta di verdure che vanno cotte a lungo o battute in quanto piuttosto coriacee, ma una volta raggiunto il punto di cottura giusto diventano tenerissime. Per i fortunati tra voi che riusciranno a procurarsi del papavero (oh mi raccomando, qui stiamo parlando delle foglie eh!!) la ricetta è quella di famiglia (ah vi ho messo anche la foto delle piantine di papavero, non si sa mai che vi venisse voglia di fare una scampagnata e vedere se inciampate su un paio di queste erbette!). Si possono usare come contorno a un piatto di carne, ma io le mangio come piatto unico accompagnate da larghe fette di pane casereccio!!

Paparina/foglie di papavero
per 4

paparina 2 kg
olio evo 5 cucchiai
sale
spicchio d’aglio 1
peperoncino in pezzi
olive celline 100g

Rimuovere la base dura delle piantine e lavare più volte in abbondante acqua fresca. Soffriggere il peperoncino e lo spicchio d’aglio nell’olio e aggiungere le verdure senza scolarle eccessivamente dall’acqua dell’ultimo lavaggio, salare e lasciare cuocere, girando di tanto in tanto. A metà cottura unire le olive. La cottura richiederà almeno 30-45 min, una volta pronte le verdure saranno molto morbide e di colore verde scuro.

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