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Bloody Mary poco “bloody” per anime sensibili

febbraio 24, 2011

Ed è con grande soddisfazione che vi annuncio il raggiungimento del terzo post sulla “cucina molecolare”!!
Come dite? Se sto tentando di glissare con nonchalance? Chi? IOOOOOO????
Glissare su cosa poi? Mica c’è niente da nascondere…e anche se fosse?Io mi sento molto serena. Questa è o non è casa mia? Sarò pur libera di decidere cosa dire o non dire, no? Avrò pur la possibilità di fare e disfare a mio piacimento, no? No?….(….)……….Che vuol dire che non è casa mia? Dite che è un luogo pubblico? Dite che una volta che uno viene allo scoperto su un blog poi dovrebbe mantenere una certa condotta? Una certa etica?….Mmmmm e mi sa che c’avete ragione!
Mpffff, e va bene il terzo episodio non coincide con il terzo giorno, bravi mi avete beccata! In effetti ieri non ho postato un bel niente.
Cos’è successo durante il terzo giorno?? Non ne ho idea! Mi appello all’incapacità di intendere e di volere! Credo che a un certo punto le sperimentazioni molecolari abbiano nettamente preso il sopravvento su di me, mi hanno distratta, mi hanno accerchiata e penso proprio che, sorprendendomi alle spalle, mi abbiano narcotizzata. So solo che quando mi sono ripresa alla fine della giornata lo spettacolo che mi si presentava in cucina era agghiacciante: il tavolo era sepolto sotto a brandelli di pellicola di latte e il lavello era coperto da schizzi rossi.

Un più attento esame ha rivelato la presenza di ben due vittime: un peperone crudo (per l’appunto rosso) e dei frutti di bosco surgelati. Inoltre la presenza di siringhe e cannule hanno fatto immediatamente sospettare lunghe ore di tortura nei confronti dei vegetali. Pochi passi più in là, il ritrovamento di mousse di peperone addensata con carragenina e sparsa sotto forma di qualcosa che ricordava vagamente gli spaghetti, non ha fatto che confermare le ipotesi di sgozzamento di peperone, successiva riduzione in polpa e ulteriore accanimento da bollitura. Ma il mostro, non contento, si è avventato anche sui frutti di bosco che, ormai trasformati in gelatina, sono stati avvolti più volte nella pellicola di latte, in un macabro rituale il cui significato si stenta sinceramente a comprendere!
Ebbene si!! Confesso, confesso, confesso! Il mostro sono ioooooooooo! Non solo ho masochisticamente tentato di fare un’altra ricetta dal libro di Roncero (ahimè, non ho resistito alle graziosissime caramelle di latte con mousse di frutti di bosco), ma in un accesso di follia, ho anche spudoratamente cercato di produrre degli spaghetti di peperone gelificato con emulsione di olio al mandarino, partoriti lì per lì dalla mia mente malata!!! Ahhhhhh, ma sono pronta, ne pagherò le conseguenze! Intanto però concedetemi l’ultimo post prima di andare a costituirmi.
Dopo i toni accesi e le tinte forti di questa inquietante confessione sugli effetti deleteri della cucina molecolare, cosa vi vado a postare per placare gli animi? Beh un drink dovrebbe aiutare a rilassarci, giusto?
E vada per un drink allora…che ne pensate di…che so….la butto a caso….un bel bloody Mary???Hihihihihihihihihihihihi!!
No, no, non scappate adesso, vi giuro che ne ho fin sopra i capelli anch’io di rosso sangue e soffro inoltre di un profondo trauma da sovraesposizione monocromatica. Ed è quindi per tutte quelle anime sensibili che al solo pensiero del rosso sangue di questo cocktail già si sentono mancare, ma anche un po’ per riposare i miei occhi, che il bloody Mary di oggi sarà poco bloody. E come facciamo a trasformare il sanguigno succo di pomodoro della sanguinaria Mary in un più disteso e innocuo liquido incolore (o quasi)? Beh, lo chiarifichiamo! E vediamo se indovinate dov’è che vi spedisco a schiarirvi le idee sulla chiarificazione? Bravi! Di nuovo lì, il blog “Scienza in cucina“. Ora spero che Dario Bressanini, che non ama molto il termine “cucina molecolare”, non me ne voglia per averlo già citato ben 3 volte in 3 post intitolati alla cucina molecolare, ma quando si tratta di scienza in cucina, il suo blog (per l’appunto) è decisamente un must. Comunque per i pigri, in due parole, la chiarificazione è un processo di filtrazione, solo che ciò che si filtra ha dimensioni estremamente ridotte e non può quindi essere filtrato con un normale colino, ma richiede dei filtri di natura molecolare, in questo caso gelatina. In pratica, quello che si fa è ridurre in poltiglia ciò che si vuole chiarificare, lo si mescola a della gelatina in fogli e lo si congela. Dopo di che si trasferisce il blocco congelato in frigorifero, lo si pone a sciogliere sopra di una garza o un filtro per caffè per circa 24h. Durante questo periodo, le basse temperature impediranno alle maglie della gelatina di sciogliersi, tenendo intrappolata la parte solida del nostro alimento, ma permetteranno al ghiaccio di liquefarsi, facendo filtrare l’acqua attraverso queste maglie insieme agli aromi.
L’idea originaria di un’acqua al profumo di pomodore è tratta dal fantastico “libro del cavolo” del consueto cavoletto, da cui è presa anche la ricetta per il succo di pomodoro chiarificato.

Bloody Mary poco “bloody”
(per 2 cocktail da tumbler grande o per 10-12 shot)

per il succo di pomodoro chiarificato
pomodori ramati maturi 400g
gelatina 2g (1 foglio)

in più vi servirà una garza sterile o un filtro per caffè

per il cocktail
succo di pomodoro chiarificato freddissimo 6/10
vodka ghiacciata 3/10
succo di limone 1/10
salsa worchester 2 gocce
tabasco 1 gocce
sale e pepe
gambi di sedano 2
cubetti di ghiaccio

Per chiarificare il succo di pomodoro: tagliate i pomodori a pezzettini e passateli al mixer fino a ridurli ad una massa omogenea. Trasferite in un contenitore da freezer e congelate fino a quando la massa solidificherà (almeno un paio d’ore). Mettete la massa ghiacciata sul filtro o sulla garza, posizionate su un imbuto o un colino e mettete il tutto su un contenitore, ponete in frigorifero per circa 24h. Il giorno dopo potrete raccogliere l’acqua di pomodoro e usarla per preparare il cocktail.
In uno shaker o in un contenitore mescolate, 6 parti di acqua di pomodoro (alla fine della filtrazione dovreste avere circa 200-300ml, io ne ho usati 200ml) con 3 parti di vodka (circa 100ml) e 1 parte di succo di limone (circa 30ml), condite con 4 gocce di salsa worchester, 2 gocce di tabasco e shakerate. Distribuite nei bicchieri, aggiungete i cubetti di ghiaccio, condite con sale e pepe e decorate con i gambi di sedano. Se siete in molti potete invece presentare il non-bloody Mary nei bicchieri shot ghiacciati.
Naturalmente se poi a voi il rosso del succo del pomodoro non causa capogiri improvvisi, e il bloody Mary senza la consistenza del pomodoro proprio non vi interessa, potete sempre preparare il classico bloody Mary come aperitivo, accompagnato dall’acqua di pomodoro condita con olio e servita con tarallini e friselline. Tra l’altro le friselline inzuppate nell’acqua di pomodoro sono buonissime!

* Per un’idea su come riciclare la polpa di pomodoro, potete dare un’occhiata qui!

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