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Julia’s guacamole e la tana del bianconiglio

marzo 23, 2011

Vi avevo lasciato la scorsa volta con una domanda un po’ retorica, perchè al di là del fatto che fosse giusto o meno provarci, è chiaro che io non mi sia tirata indietro, altrimenti cosa vi racconterei per i successivi 2 episodi? Oddio è pur vero che un modo per essere prolissa lo trovo comunque, anche senza raccontare niente, ma in quel caso mica lo suddividerei in puntate!! Ed eccovi il proseguimento.

PUNTATA N°2: la tana del bianconiglio e Harry Potter
Detto fatto, nel giro di due giorni mi sono ritrovata nel suo, chiamiamolo così, ufficio (tra l’altro, il punto della città peggio collegato a casa mia, e quindi circa 45 min a piedi tra ghiaccio e neve) con il mio infettatissimo computer.

Lo stupore iniziale per il fatto che il tipo, con o senza costume di carnevale, avesse decisamente l’aspetto di un pagliaccio (mica è una cosa negativa, c’è gente che ha proprio la faccia adatta a fare il pagliaccio, prendete Patch Adams per esempio) era destinato a lasciare molto presto il posto a una sorpresa ancora maggiore

Ecco, ora non so esattamente come descrivere la sensazione provata all’ingresso nel suo “ufficio”, ma forse un po’ come Alice che salta giù nella tana del bianconiglio, perché tutto quello che è venuto dopo mi è sembrato altrettanto incredibile. Ma soprattutto, appena vista “l’organizzazione” del suo “centro di informatica”, ho capito il perché delle tariffe concorrenziali e ho iniziato a cambiare prospettiva sull’eventuale “segno” mandatomi da Colonia…ma ormai s’era preso un appuntamento e non ci si poteva più tirare indietro!!

Il locale che ospitava il suo studio di informatica era decisamente grande, male illuminato e scarsamente riscaldato. Ma ciò che maggiormente colpiva nell’entrare era il totale disordine del posto: scaffali riempiti con ogni tipo di scatola e aggeggi vari, armadi e armadietti in ordine sparso, vecchie parti dei più svariati strumenti elettronici, confezioni di prodotti informatici invenduti e ormai anche piuttosto datati, una vetrinetta con quella che sembrava una collezione di spille (poi scoperto essere spille di carnevale, e quelle d’accordo è bello collezionarle, e va bene ogni abitante di Colonia è particolarmente orgoglioso del proprio carnevale, ma c’è davvero il bisogno si esporle tutte in un già sovraffollato ufficio??) pile di libri, scartoffie e CD, il tutto coronato dalla più totale trascuratezza.

Ah, dovrei forse aggiungere la situazione era resa ancora più surreale dal fatto che lui continuava a parlarmi molto tranquillamente, e come se non fosse assolutamente un problema, in tedesco, con un forte (fortissimo) accento di Colonia, come se io fossi nata e cresciuta lì, mentre io dall’altro lato facevo i salti mortali rincorrendo ogni parola, stile giocatrice di pallavolo in assetto di ricezione, inciampando a destra e a sinistra e cercando di recuperare con qualche termine inglese qua e là e maledicendo il giorno in cui avevo pensato “quasi quasi cerco lavoro in Germania così miglioro il mio tedesco”.

Comunque, dopo una sbrigativa e superficiale occhiata al computer, sempre con lo stesso tono giocoso, mi ha pacatamente comunicato quell’unica notizia che ogni possessore di computer non vorrebbe mai dover sentire, e cioè che tutti i miei dati erano andati perduti…ahhhhhhhhhh, ma come? Proprio tutti? Sicuro? Ma sicuro sicuro? Really really sure? Sind Sie sicher??? Echt?? Ahhhhhh! E giù a spiegarmi che lui non era Harry Potter ha ha ha (si bella battuta, ridi, ridi), e che neanche la magia poteva salvare dati che se n’erano già andati e bla bla e ancora bla (come si dirà bla in tedesco?). E mentre ero lì che cercavo di ponderare la quantità di dati persi dall’ultimo back-up, con la stessa noncuranza con cui mi aveva dato la notizia precedente, mi comunica che in realtà si era sbagliato…e che invece no…i dati erano ancora in vita!!! Seppur alquanto sollevata, lì è partita la mia voglia di strangolarlo. Il resto alla prox! :))

E cosa ci mangiamo da dentro la tana del bianconiglio?
Direi che la guacamole di Julia è perfetta. Questa è decisamente la pietanza che ho mangiato più spesso in assoluto mentre ero a Basilea, sostanzialmente per 3 motivi:
1. Julia era la mia compagna di casa
2.è velocissima da fare, quindi la cena perfetta per le innumerevoli serate in cui Julia ed io tornavamo a casa tardi da lavoro affamate come Taz -il diavolo della Tazmania- e con la voglia di fare di un ippopotamo a mollo in un pantano
3. è buonissssima
La versione di Julia non ha niente a che fare con quella salsina verde insignificante che si trova spesso in giro, ma ha una sua forte personalità perché arricchita da cipolla cruda, e pomodorini, lasciati in pezzi grossolani che si possano sentire sotto i denti (si, si già vi vedo storcere il naso, ma tanto si era già capito che io e la cipolla cruda andiamo molto d’accordo). L’avocado non viene frullato ma schiacciato con una forchetta in modo da rimanere un po’ più grezzo (gli avocado utilizzati devono essere molto maturi, nel comprarli provate a stringerli con le dita, se risultano morbidi allora sono maturi, altrimenti dategli un altro paio di giorni di tempo per giungere a maturazione). C’è chi invece del lime usa il limone, e se proprio vi manca il lime in effetti non ci sta male, ma io preferisco il lime perché dà una nota un po’ più floreale al profumo della guacamole.
E infine la guacamole non è di Julia se non è bella piccante, secondo me Julia tra i suoi geni tedeschi ne ha un paio Calabresi nascosti bene, ha una resistenza al piccante davvero encomiabile!!
Manca invece il coriandolo fresco che si trova spesso nei piatti messicani perché, al contrario della cipolla cruda, col coriandolo fresco non m’è ancora riuscito di andarci d’accordo!!
Ne ho mangiato a tonnellate su ogni tipo di pane [nel mio caso come piatto unico, anche se non ve lo consiglio prima di andare a letto :)], è perfetto come aperitivo e antipasto, se volete accompagnato dalle tipiche tortilla chips

Julia’s guacamole
per 2

avocado maturo 1 (circa 400g)
lime 1/2
cipolla piccola 1/4
pomodorini ciliegini 4-5
peperoncino piccante 1
(quelli lunghi e rossi sono perfetti, l’importante è comunque che siano piccanti)
sale qb

Tagliate l’avocado in 2, rimuovete il seme centrale e utilizzando una forchetta raschiate via la polpa. Trasferite in una coppetta, e sempre con la forchetta, schiacciate fino a rendere tutta la polpa morbida. Affettate la cipolla a dadini abbastanza piccoli e tagliate i pomodorini in quarti, tritate il peperoncino sottile, amalgamate insieme all’avocado, spremete mezzo lime e salate. La quantità di sale, lime e peperoncino dipende dal vostro gusto, quindi assaggiate durante la preparazione per capire se dovete ancora aggiungere qualcosa.

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2 commenti
  1. Simpatico ‘sto nerd di Colonia, fa pure il simpaticone :-DDD
    Buona questa versione del guacamole! In Germania ne mangiavo a tonnellate (anche con il coriandolo:). buona giornata

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