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Falafel con hummus e salsa allo yogurt e i lampadari di Murano del cappellaio matto

marzo 24, 2011

Proseguiamo nella saga del surreale, ossia di cosa non fare con un computer infettato in quel di Colonia.

Episodio N°3: i lampadari di Murano del cappellaio matto.

Vi avevo lasciato col nostro tecnico informatico che era riuscito a resuscitare i miei dati e insieme a loro anche me!
Sebbene la mia intenzione iniziale fosse quella di mollargli il computer e tornarmene a lavorare immediatamente, la faccenda è invece andata avanti con lo stesso tenore per all’incirca altre 3/4 ore. Il pagliaccio travestito da informatico sembrava trovare continuamente nuovi motivi per trattenermi, e quando i motivi hanno iniziato a scarseggiare (eh insomma se pago te per sistemarmi il computer e poi le cose me le devo fare da sola allora me lo riporto a casa che sto più comoda, o no?), mi ha attaccato al fianco, buttandosi sul lato emotivo, parlandomi del suo povero collega venuto a mancare un anno prima e di cui aveva conservato la scrivania intatta (polvere compresa), e lì ho iniziato a tentennare ed esitare! E lui, notando il mio momento di debolezza, l’ha buttata sulla marpioneria, sfoggiando addirittura un paio di parole italiane, ricordi felici di vacanze soleggiate, di deliziosi piatti provati a Venezia, etc etc… Ma l’idillio si è andato a infrangere sui lampadari di Murano che aveva in camera da letto! Eh si perché questo suo labirintico ufficio (ormai il termine ufficio è del tutto restrittivo), dava, attraverso una porta, su un grande deposito di componenti per computer, attraverso cui si accedeva a sua volta alla sua camera da letto!! …e chi non tiene dei lampadari di Murano in una camera da letto sistemata accanto a un deposito per vecchie parti di computer dentro al proprio ufficio? Voi no? Ma che strano! Lampadari che, NO, IO PROPRIO NON SENTIVO L’ESIGENZA DI ANDARE A VEDERE!!! Anzi, sai che ti dico, mi sa tanto che me ne vado in questo preciso momento! Allora lì, ha giocato la sua ultima carta iniziando a rivolgersi a me in inglese….
ma come??…
Dopo 3 ore che facevo la respirazione bocca a bocca a quelle 4 nozioni di grammatica tedesca che sono rimaste aggrappate esanimi al bordo del baratro che dà sul dimenticatoio del mio cervello, salta fuori che tu parli l’inglese???
Cioè scusami, e fino ad ora perché cavolo facevi finta di non capirlo??
Risposta: perché pensavo che tu volessi imparare il tedesco!!
Arggggggghhhhhhh!!! Straordinario quest’uomo, riesce addirittura a preoccuparsi della mia educazione!!

E mentre tutto quello che volevo fare era riaffrontare 45 min di freddo e gelo per tornarmene a lavorare e non vederlo mai più, si tenesse pure quel rottame del mio portatile, non so com’è, ma invece mi sono ritrovata in macchina con lui che mi riaccompagnava a lavoro! Ormai era chiaro che il tizio non fosse più un pagliaccio, ma bensì il cappellaio matto e io decisamente non ero più né me stessa, né la segretaria anni ’50 che aveva tenuto tra le mani il suo biglietto da visita, bensì una confusa e impotente Alice. Ora, non è che il tizio fosse pericoloso, era del tutto innocuo, ma decisamente niente di quello che faceva o diceva aveva un senso! E sul finire di questo pomeriggio surreale, il cappellaio matto era seduto nel mio ufficio, tra i miei colleghi sorpresi, a smanettare con i computer del lab per cercare di trasferire i miei dati…operazione che, indovinate un po’? Si infatti, manco a dirlo, non gli è riuscita. E quindi cosa ne è stato dei miei dati? To be continued

Naturalmente, avendo a che fare con un cappellaio matto, sarebbe naturale pensare di prendere un te…e invece no, niente te, noi ci facciamo due bei falafel con hummus e salsa allo yogurt! Alla faccia della leggerezza!! Ma si, esageriamo, tanto siamo nel paese delle meraviglie!!

I falafel sono deliziose polpette di ceci o fave (ma anche ceci e fave insieme) speziate, che di solito vengono serviti nel pane pida nei take away arabi, come alternativa vegetariana al doner, ma io li amo così tanto che li metterei ovunque, anche nel latte per colazione la mattina (vabbè, si fa per dire!). I falafel presi al volo e mangiati camminando per strada o come salva pasto in una breve pausa di lavoro, hanno accompagnato così spesso la mia permanenza a Colonia, che per me potrebbero benissimo spacciarli per un piatto nazionale tedesco (un po’ come in chicken tikka masala in Inghilterra)!

Quelli che vi presento qui sono preparati con sole fave, perché si dà il caso che avessi in casa fave secche ma niente ceci. I ceci ce li avevo solo in scatola, ma per i falafel è decisamente meglio usare quelli secchi, per una questione di consistenze.
Mentre con quelli in scatola, giacchè c’ero, c’ho fatto l’hummus, la salsa di ceci, tipica anche questa della cucina araba e che io adoooooooooooro!! Insomma oggi vi beccate due tra i mie piatti preferiti in un colpo solo. Ho poi preparato anche una salsa allo yogurt, una specie di tzatziki greca incasinata, che trovo sempre molto rinfrescante insieme alla frittura, ma che magari essendo un po’ acidula, può non piacere a tutti. Per la tzatziki si dovrebbe usare lo yogurt greco che ha una consistenza e un sapore molto diversi rispetto allo yogurt bianco, ma anche qui, in casa il greco non ce l’avevo e quindi, niente, si fa lo stesso con lo yogurt bianco :)). Anche in questo caso, questi piatti sono perfetti come aperitivo o antipasto, sempre che abbiate la voglia di mettervi a friggere!
Ah un’ultimissima cosa, nei falafel insieme al prezzemolo ci andrebbe anche il coriandolo…e lo so che dopo avervi dichiarato ieri di non amarlo particolarmente nessuno ci crederà, ma il motivo principale per cui non lo troverete nella ricetta sottostante è che qui nei supermercati non lo vendono!! :)) Ecco così mi hanno risolto il problema alla radice e non mi devo neanche fare scrupoli se non lo metto :)) Ma se a voi piace, mettete metà prezzemolo e metà coriandolo fresco.

Falafel
(per 20 polpette)

fave secche decorticate 180g (o se preferite ceci secchi, o anche metà fave e metà ceci)
prezzemolo 1 mazzo (circa 40g)
cipolla media 1/2
aglio 2 spicchi
coriandolo in polvere 1 cucchiaino raso
cumino in polvere 1 cucchiaino pieno
peperoncino di cayenna in polvere 1/2 cucchiaino (anche la paprika piccante va bene)
pane grattato 4 cucchiai
farina 3 cucchiai
bicarbonato 1 cucchiaino
lievito istantaneo 1/2 cucchiano (quello per pizze)
sale circa 1/2 cucchiaio

olio per friggere

hummus
(ne viene fuori una tazza piena)

ceci in scatola 300g
spicchio d’aglio 1
yogurt bianco 60g
succo di 1 limone
tahini 1 cucchiaio
fogliolina di menta 1 (o anche menta secca 1/2 cucchiaino)
paprika 1 cucchiaino
acqua circa 1/2 bicchiere
sale circa 1 cucchiaino raso (assaggiate!)
olio di oliva 1 cucchiaio

Salsa allo yogurt (Tzatziki modificata)
yogurt bianco 200g (meglio quello greco)
cetriolo 100g
succo di 1 limone
aglio 1 spicchio
tahini 1 cucchiaio
foglie di menta fresca tritate 1 cucchiaio (oppure menta secca)
sale 1/2 cucchiaino

Per i falafel: mettete a mollo le fave in abbondante acqua fresca per una notte. Scolatele e tritatele in un frullatore, raccogliete in una ciotola. Lavate e private il prezzemolo dei gambi, tritatelo nel frullatore (o al mixer ad immersione) insieme alla cipolla e all’aglio fino avere la consistenza di un pesto. Mescolatelo alle fave. Unite le spezie, il pane grattato, la farina e gli agenti lievitanti (che renderanno i falafel più soffici all’interno). Coprite e lasciate riposare per una mezz’ora. Intanto preparate le salse.

Per l’hummus: lavate e scolate i ceci in scatola, uniteli allo yogurt, al succo di limone e all’aglio e riduceteli in purea, se troppo denso unite parte dell’acqua e continuate. Aggiungete la salsa tahini, l’olio, il sale e il resto dell’acqua ed amalgamate fino ad ottenere una salsa omogenea ma non troppo fluida, con la consistenza di una crema non eccessivamente densa. La quantità di acqua da aggiungere dipende dalla consistenza dei ceci, quindi aggiungetene prima una metà e valutate la densità dell’hummus prima di aggiungere il resto. E’ anche possibile che sia necessario più di 1/2 bicchiere.

Per la salsa allo yogurt: in una ciotola mescolate lo yogurt con il succo di limone, il cetriolo sbucciato e tagliato a cubetti piuttosto piccoli, la menta tritata, l’aglio schiacciato, la tahini e il sale, conservate in frigorifero.

Riprendete l’impasto per i falafel e formate delle polpette delle dimensioni di una grossa noce. Riscaldate l’olio per friggere e una volta pronto aggiungetevi i falafel pochi per volta. friggete fino a quando diventeranno marrone scuro all’esterno, scolate su carta assorbente e servite caldi insieme alle salse.

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4 commenti
  1. La Cucina Ghiotta permalink

    Anche se il fritto proprio non mi vuole andare giù, penso che questa ricetta farebbe impazzire il mio fidanzato e mia cognata! L’alternativa del forno secondo te può funzionare? Ad esempio, le classiche polpette di melanzane calabresi che prepara mia mamma con mozzarella e uovo sodo (leggerine!!!) possono essere fritte o cotte in forno. Ad ogni modo questi falafel sono sfiziosissimi e penso che farebbero subito il fumo in casa mia! L’idea delle salsine mi fa venire fame anche se ho già fatto colazione!
    La storia del cappellaio matto mi ha divertito tantissimo!
    A presto!

    • Si, penso proprio che si possano fare anche in forno, magari però la consistenza finale sarà un po’ diversa, e per i tempi di cottura non ti so dire, se già conosci i tempi di cottura per le melanzane calabresi di tua madre (immagino la bontà, ci posti la ricetta :))???) credo che tu possa fare allo stesso modo anche in questo caso.
      Grazie, mi fa piacere che ti sia piaciuta :).
      Daria.

  2. Ma questo tipo è un folle, pure la collezione di lampadari di Murano ti voleva mostrare… originale!
    Ottimi i falafel, non ho mai provato a farli a casa, ricetta da segnare! ciao

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